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Stai attenta quando utilizzi l’AI per creare contenuti (o altrimenti potresti tirarti la zappa sui piedi) + un tool che mi ha svoltato la vita!

Negli ultimi mesi mi capita una scena ricorrente…

Devi sapere che sono iscritta a diverse newsletter di content creator e leggo tantissimi contenuti online.

Sempre più spesso mi basta arrivare a metà del testo per pensare:

“Questo l’ha scritto l’intelligenza artificiale.”

Attenzione, non sto dicendo che sia sbagliato usare l’AI per creare contenuti.

Anzi. Io la uso tantissimo. Davvero tantissimo.

Anche per questo stesso contenuto ad esempio!

Il problema non è usarla, ma è come la usi.

All’inizio ci sono cascata anche io.

Ero carichissima quando ho scoperto l’AI

Avevo finalmente un’assistente che mi aiutava a scrivere, organizzare le idee e fare molto più velocemente un lavoro che prima richiedeva ore.

Così le chiedevo di sviluppare un’idea e lei mi restituiva un testo già pronto.

Peccato che, dopo un po’, leggendo quei contenuti sentissi una sensazione strana.

Non sembravano scritti da me.

Erano corretti, scorrevoli e piacevoli da leggere.

Ma non ero io.

E questa cosa mi dava parecchio fastidio.

Per fortuna me ne sono accorta abbastanza presto e ho cambiato il mio “approccio” con l’AI.

Perché ci sono alcune cose che voglio dire come le direi io.

Voglio fortemente che le persone riconoscano la mia personalità, il mio modo di essere, di parlare, di spiegare i concetti… anche se magari non sono perfetti.

Ormai certi schemi si riconoscono subito

La classica frase: “La verità?”

Oppure: “Il risultato?”

Le frasi costruite sempre allo stesso modo.

Il continuo “non è X, è Y”.

Le stesse idee ripetute tre volte cambiando semplicemente qualche parola.

“È fondamentale,
è essenziale,
è cruciale.”

Gli elenchi puntati ogni 3×2.

Sia chiaro, alcune di queste cose mi piacciono anche, perché rendono davvero il testo chiaro e rapido da leggere.

Infatti qualcuna ogni tanto la tengo, perché può dare un piacevole ritmo alla lettura.

Il problema è quando diventano un automatismo, quando tutti scrivono nello stesso identico modo e la personalità sparisce.

E questa è la cosa che mi preoccupa di più.

Perché si percepisce subito!

E ormai lo avrai capito, che quando si lavora (soprattutto online) la percezione è tutto

È quella che fa decidere alle persone se fidarsi di noi, oppure passare oltre.

Ogni volta che leggo un contenuto che sembra scritto senza essere stato minimamente rivisto, la sensazione è sempre la stessa.

Mi sembra un contenuto pubblicato tanto per pubblicare. Della serie “mi impegno il minimo pur di pubblicare”.

E se le persone percepiscono che quel testo è stato scritto in modo superficiale, potrebbero pensare che anche il tuo modo di lavorare lo sia. 

A me inevitabilmente mi verrebbe da chiedermi:

“Se lavori così sui tuoi contenuti… come lavori con i tuoi clienti?”

Magari non è vero.

Magari dietro c’è una professionista bravissima.

Ma quella è l’impressione che arriva.

Ed è questo il problema.

Ad esempio, anche i famosi trattini lunghi.

Intendo questi: —

Che sinceramente mi sono sempre chiesta a quale tasto della tastiera corrispondano😂
Quindi risulta ancor più difficile pensare che una persona li abbia scritti volutamente, no?

Li vedo davvero ovunque!

E sì, servono a spezzare una frase o ad aprire una parentesi dentro un concetto.

Ma questa cosa si è sempre fatta anche senza i trattini.

Io, ad esempio, continuo a usare, come ho sempre fatto, le virgole o le parentesi.

Non perché qualcuno mi abbia detto di farlo.

Semplicemente perché è il mio modo di scrivere.

E voglio continuare a riconoscermi in quello che pubblico.

Chi usa i trattini lunghi mi dà l’impressione che faccia un copia e incolla del testo generato dall’AI, senza nemmeno rileggerlo o facendolo con superficialità.

Magari non è così, ripeto, ma questo è il messaggio che mi arriva.

Più ci fai caso e più ti renderai conto di quante persone si stanno lasciando trascinare dalla facilità con cui oggi si possono creare contenuti.

E lo capisco, perché è normale, diventa tutto più facile e veloce… proprio come “ci insegna” l’epoca del “tutto e subito” che stiamo percorrendo.

Ma questa velocità ha un rovescio della medaglia.

Il rischio è diventare tutti uguali.

Io, invece, sono super favorevole all’intelligenza artificiale.

Lo ripeto: la uso praticamente ogni giorno.

E l’ho usata anche per questa newsletter.

Ma cerco di usare l’AI per creare contenuti con intelligenza

Ne parlavo l’altro giorno con una studentessa durante il nostro percorso di affiancamento.

Le dicevo che l’AI, per me, è fantastica quando mi aiuta a migliorare qualcosa che ho già creato.

Per esempio quando ripeto troppe volte la stessa parola.

Quando una frase non suona bene.

Quando nella mia testa ho chiarissimo un concetto, ma non riesco a trovare le parole giuste per spiegarlo.

Oppure quando la grammatica è imperfetta.

In quei casi è una salvezza.

Mi evita un sacco di tempo, di fare mille ricerche e mi permette di produrre di più e meglio!

Vuoi sapere come scrivo una newsletter?

Scrivo una bozza, molto alla grezza!

Butto giù tutti i pensieri così come mi vengono.

Senza preoccuparmi troppo dell’ordine dei concetti, alla punteggiatura e senza cercare subito la frase perfetta.

Ora prendi bene nota dello strumento che ti sto per dare perché sono certa che ti svolterà la vita, come ha fatto con me!

🎙️Si chiama: DETTATORE VOCALE

Mi basta premere sulla tastiera Windows + H e appare questo simbolo in basso al centro.

dettatore-vocale

Seleziono la casella di testo (in questo caso il documento in cui raccolgo i testi delle Proletter), inizio a parlare e il testo compare direttamente sul documento.

Una figata!

Così riesco a buttare giù tutte le idee molto più velocemente, senza perdere il filo dei pensieri.

Poi arriva il momento di sistemare tutta la mia marasma di pensieri😅

E lì sì che entra in gioco l’AI (ma solo dopo che io ci ho messo la testa).

Chiedo all’intelligenza artificiale di mettere ordine.

Di sistemare la struttura e di aiutarmi a rendere più chiaro quello che volevo dire.

Poi rileggo, aggiusto e condivido.

Questo contenuto è nato esattamente così.

Prima i miei pensieri, la mia personalità, la mia professionalità. 

Poi il suo aiuto.

Secondo te, leggendo queste righe, diresti che questo contenuto avrebbe potuto scriverlo chiunque?

Oppure senti che dietro c’è una persona?

Per me è proprio questa la differenza.

L’intelligenza artificiale non dovrebbe sostituire la tua personalità.

Dovrebbe amplificarla.

Aiutarti a tirare fuori il meglio di quello che hai già dentro e non a trasformarti nella copia di tutti gli altri.

P.S. L’immagine di copertina è stata generata con l’AI.

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