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Colori e ricordi: perché ci piacciono alcuni colori e altri no

Ti è mai capitato di chiederti perché ci piacciono alcuni colori e altri no?

A volte pensiamo che i nostri gusti siano semplicemente una questione di stile o di preferenze personali. Eppure, dietro a un colore che amiamo potrebbe esserci molto di più: un ricordo, un’emozione, un momento della nostra vita che il nostro cervello ha associato a quella tonalità.

Un odore, una canzone, un’immagine o persino un materiale possono riportarci indietro nel tempo in pochi secondi.

E forse succede la stessa cosa anche con i colori che scegliamo per la nostra casa.

Ma allora perché alcuni colori ci fanno sentire subito bene, mentre altri ci lasciano indifferenti o addirittura ci danno fastidio?

La risposta potrebbe trovarsi proprio nei ricordi che custodiamo, anche quelli che non sappiamo più di avere.

C’è una cosa curiosissima , che ogni volta mi sorprende in modo incredibile!

Ogni volta che sento l’odore dei Fonzies mi torna immediatamente in mente la merenda alle scuole elementari.

👇Momento remember!
Ti lascio qui sotto il vecchio spot dei Fonzies.

spot-fonzies-anni-90

E ogni volta che succede mi dico:

“È davvero assurda questa cosa!”

Forse perché è un odore che non lo sento così spesso nell’arco delle mie giornate (cioè mai😅) o forse perché si è fissato in modo indelebile nella mia mente.

Ma non solo.

Ho proprio un flash visivo.

Vedo chiaramente la classe, la disposizione dei banchi e perfino più o meno dove ero seduta io mentre facevo merenda.

classe-elementare-1992-AI

👆Immagine generata con l’AI, molto simile a quella che ho nella testa.

E la cosa buffa è che sì… effettivamente a merenda mangiavo i Fonzies. 

Però se tu , in un giorno qualsiasi, mi chiedessi:

“Che cosa mangiavi a merenda a scuola?”

Probabilmente ti risponderei:

“Boh, e chi se lo ricorda!”

Forse cracker, forse schiacciatine… e i Fonzies probabilmente non sarebbero la mia prima risposta.

Poi sì, pensandoci bene, effettivamente i Fonzies li mangiavo!

Io non lo ricordavo chiaramente, ma il mio cervello sì… attraverso l’olfatto!

La stessa cosa che mi accade con l’olfatto, mi succede anche con l’udito

Ad esempio quando ascolto la musica dance degli anni ‘90-2000.

In generale adoro quel genere musicale, ma alcune canzoni in particolare mi fanno viaggiare con la mente.

Mi riportano alle estati al mare, alle serate con le amiche, alle discoteche, alle feste di compleanno tra amici, a come cantavamo in modo spropositato e imbarazzante sulle canzoni a tutto volume😂, alle risate spensierate di quegli anni… 

Non è solo musica.

Sono emozioni.

Ed è incredibile come certe canzoni riescano a riportarti addosso, in pochi istanti, le sensazioni di un periodo felice della tua vita.

E se le esperienze del passato condizionassero inconsciamente anche i gusti e le scelte che facciamo oggi?

Ho cercato un po’ e in effetti esistono studi sulla memoria sensoriale e sul legame tra emozioni e ricordi.

Alcuni neuroscienziati spiegano che l’olfatto, più degli altri sensi, è direttamente collegato alle aree del cervello che gestiscono memoria ed emozioni.

Ed è proprio per questo che un odore può catapultarti immediatamente nel passato.

Probabilmente per me mangiare i Fonzies in classe era un momento felice. 

Perché mi piacevano tantissimo (anche se erano puro cibo spazzatura😅) e forse perché erano legati alla ricreazione.

A quel momento di pausa, di libertà, di chiacchiere con le mie amiche compagne di classe.

Forse è questo il motivo per cui quell’odore mi è rimasto così impresso.

Non lo so con certezza.

Però evidentemente mi ha segnata.

Ma secondo me questa cosa vale un po’ per tutti i sensi

Mi succede con l’olfatto (con i Fonzies)

Mi succede con l’udito (con determinate canzoni)

E mi succede anche con la vista!

Pensando all’arredo di casa mia, alle forme e allo stile che lo caratterizzano… probabilmente l’università ha influenzato tantissimo i miei gusti.

Quando studiavo architettura sono rimasta affascinata dalle forme pulite, dalle linee geometriche, da certi equilibri estetici…

Penso al mio amore per Le Corbusier, Aldo Rossi, Carlo Scarpa e alle loro “opere d’arte” che ho visitato dal vivo🥹

E in effetti, riguardando oggi la mia casa, mi rendo conto che molte di quelle influenze sono ancora lì.

Nelle forme.

Nei materiali.

Nei colori che scelgo.

Poi mi sono fatta un’altra domanda:

Perché ci piacciono alcuni colori (e altri no)?

Non te lo so dire con esattezza, ma ti posso dire che quei colori hanno segnato la nostra infanzia, lasciando una traccia emotiva dentro di noi.

Magari ci ricordano vacanze felici, giornate leggere, momenti di condivisione, una stanza della nostra infanzia, il colore di un vestito indossato in un giorno speciale, una casa in cui ci sentivamo bene.

Il cervello registra tutto.

E associa continuamente emozioni a immagini, odori, suoni, materiali e colori.

Se quell’associazione è positiva, quella cosa ci trasmetterà benessere.

Se è negativa, ci creerà disagio e rifiuto.

Ad esempio, parlando con diverse persone, è emerso più di una volta che il marrone scuro è un colore che non piace particolarmente.

E spesso il motivo è sempre lo stesso: ricorda le case antiche delle nonne, con quegli arredi scuri, pesanti, le stanze poco luminose e un’atmosfera un po’ “vecchia”.

Ed è interessante vedere come anche un ricordo o una sensazione percepita come negativa possa influenzare il nostro modo di vedere un colore.

Perché a quel punto il cervello non sta più associando semplicemente una tonalità… ma tutto ciò che quella tonalità rappresenta nella nostra memoria.

La cosa curiosa è proprio questa: sai che ti piace (o non ti piace) una cosa, ma non sai davvero il perché

E invece, scavando un po’ nei cassetti della memoria, certe risposte potrebbero iniziare ad emergere.

Ed è interessante anche applicarlo alla casa.

Quando scegli un colore per le pareti, un divano, dei cuscini o alcuni dettagli d’arredo… in realtà dentro di te sai già quali colori ti fanno stare bene.

E forse ti fanno stare bene proprio perché sono legati a ricordi felici.

Per questo penso anche che sia molto difficile stancarsi davvero di un colore che senti “tuo”.

Perché non stai scegliendo solo un colore.

Stai scegliendo una sensazione.

Un ricordo.

Un’emozione che il tuo cervello riconosce come familiare e positiva.

Ed è una cosa bellissima, se ci pensi.

Quindi la prossima volta che hai paura di stancarti del colore scelto, prova a chiederti se quel colore ti piace davvero

E soprattutto prova a chiederti perché.

  • A cosa lo associ?
  • Che cosa ti ricorda?
  • Quale immagine reale richiama nella tua mente?

Potrebbe essere il colore del mare.

E quindi delle vacanze, dell’estate, della libertà, di un momento felice.

Oppure il verde potrebbe ricordarti gli alberi e le passeggiate nella natura, magari le domeniche tranquille con la tua famiglia o un luogo in cui ti sei sempre sentita bene.

O ancora, un rosa caldo potrebbe riportarti inconsciamente alla camera della tua infanzia, a un vestito che amavi da piccola o a un momento della tua vita in cui ti sentivi serena e spensierata.

E forse è proprio per questo che certi colori continuano a piacerti nel tempo… perché non sono “solo colori”, sono emozioni che il tuo cervello ha deciso di conservare.

Tra l’altro esiste anche un test che aiuta a far emergere i colori legati alle proprie esperienze emotive e ai ricordi del passato.

Io l’ho fatto grazie a una mia amica ed è stato davvero interessante.

Questi sono i miei colori felici👇

rah-test-romina

E ora ti faccio vedere i colori di casa mia.😊

Se il test dei colori felici ti incuriosisce, lei è @lafataturchinareal, la ragazza che mi ha fatto anche la consulenza d’immagine (il test si più fare anche a distanza, online).

Ora sono suuuper curiosa:

Hai anche tu un odore, un suono, un gusto, un elemento visivo o tattile che ti riporta immediatamente a un momento preciso della tua vita?

Ti leggo nei commenti.

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