Nei giorni scorsi ho preparato una serie di video (che ho pubblicato social), semplici e un pizzico provocatori, che fanno leva su un discorso a cui tengo particolarmente e che vuole essere di aiuto a tutte quelle persone che non riescono ad essere ordinate e desiderano tanto una casa in ordine.
Il primo video è questo:

Questa frase racchiude il concetto di avere una casa sempre in ordine.
Molte persone si lamentano, vivono male e si demoralizzano perché la casa è in disordine.
E questa cosa mi rattrista tanto, perché ci vuole davvero poco per ottenere una casa ordinata.
Aspetta.
Ci vuole poco per una che, come me, ha l’indole di essere precisa e ordinata.
Ma mi rendo conto che ci sono persone che, per carattere, personalità, fanno davvero fatica.
E la risposta l’ho trovata in un libro
Un libro che, man mano che lo leggevo, confermava molti dei miei comportamenti (ora ho capito perché faccio certe cose… illuminante!).
E questo mi ha permesso di capire a fondo, ma soprattutto cercare di spiegarti con parole concrete, cosa c’è dietro a certi comportamenti sani per mantenere una casa sempre in ordine.
Il libro di cui parlo è “Atomic Habits” di James Clear (lo avrai probabilmente già sentito nominare).
L’ho letto a fine 2025
(segno sempre la data in cui finisco un libro… non so perchè ma è un gesto che mi piace).

Questo libro ti insegna a vivere meglio attraverso il potere delle abitudini.
E sono proprio le buone abitudini che ci consentono di vivere una casa più serena, più ordinata e più facile da gestire ogni giorno.
C’è un capitolo molto interessante su cui voglio soffermarmi oggi.
Parla della terza legge per creare una buona abitudine:
“Fa in modo che sia facile”
Ed è qui che entra in gioco una delle abitudini più semplici ma più potenti per avere una casa sempre in ordine:
Rimettere le cose al loro posto dopo averle utilizzate.
Sembra banale.
Ma in realtà è ciò che evita che il disordine si accumuli.
- Significa non arrivare al weekend con ore di riordino davanti.
- Significa non dover sistemare tutta la casa quando ormai il caos è esploso.
- Significa semplicemente mantenere l’ordine mentre si vive la casa.
James Clear spiega anche un altro concetto molto interessante.
Spesso non è che ci manchino le buone intenzioni.
Ci mettiamo lì di buona volontà a pianificare, a pensare, a cercare il metodo giusto risolvere un disagio (in questo caso il disordine in casa… che oltre al caos visivo crea anche stress mentale).
Questa fase lui la chiama “movimento”.
“Il movimento ci dà l’impressione di essere al lavoro su qualcosa, ma in realtà ci stiamo solo preparando a lavorarci.
Quando la preparazione diventa una forma di procrastinazione. occorre cambiare qualcosa.
Non vogliamo semplicemente programmare, vogliamo agire”
Ed è proprio l’azione che crea le abitudini.
Qualsiasi abitudine.
Ma in questo caso parliamo dell’abitudine di rimettere le cose al proprio posto dopo l’utilizzo.
Molte di noi si fermano alla programmazione.
“Da domani inizierò a fare questo.”
“Da domani farò più attenzione.”
Ma poi non si passa all’azione.
- A volte per paura di sbagliare.
- A volte per paura del giudizio degli altri.
- A volte per paura di provare frustrazione se il tentativo fallisce.
E così rimane tutto fermo (e ci buttiamo ancor più giù, perché dubitiamo di noi stesse).
Prova a pensare a quella volta in cui volevi fare qualcosa.
L’avevi pianificata, pensata nel dettaglio… e poi a un certo punto ti sei bloccata.
E alla fine non hai agito.
Ma il non agire può dipendere anche da un altro fattore
Ed è qui che torniamo alla terza legge delle abitudini:
“Fa in modo che sia facile.”
Perché se ho capito che mettere le cose al loro posto è importante e voglio iniziare a farlo, c’è un piccolo dettaglio da considerare prima di passare all’azione:
Deve essere facile farlo
Solo così elimino quel piccolo ostacolo che ogni volta mi blocca nel passaggio dall’intenzione all’azione.
Ti faccio qualche esempio.
Esempio 1
A volte vedo quei video delle influencer di telecomandi nascosti dentro quelle scatole decorative a forma di libro (ad esempio come queste), infilate in verticale nella libreria tra altri libri.
Bellissime, per carità.
Ma ogni volta devi prendere in mano la scatola, aprirla, mettere dentro il telecomando, chiuderla e infine riporre la scatola nella libreria.
Carino se cerchi un deterrente per accendere la tv… ma che sia comodo no.
Il telecomando è un oggetto di uso quotidiano e deve essere facile da prendere e facile da rimettere via, perché se no sai cosa succede?
Rimane sul tavolino.
La volta dopo sul bracciolo del divano.
Poi sul cuscino.
E così via.
Cosa è successo in questo caso?
Abbiamo dato prevalenza all’estetica piuttosto che alla funzionalità.
Se invece prendiamo un vassoio grazioso, facile da raggiungere e ci posizioniamo dentro il telecomando, ecco che abbiamo bilanciato estetica e funzionalità.
Abbiamo assegnato un posto preciso al telecomando e, con una semplice buona abitudine, il telecomando sarà sempre lì.
E vuoi mettere la sensazione di non sentirti più dire:
“Mamma, dov’è il telecomando?”
Penserai: “Vabbè dai è solo un telecomando.”
Sì, è solo un telecomando, ma cosa succede quando lo aggiungi agli altri piccoli oggetti fuori posto?
Non è il singolo oggetto a creare disordine.
È la somma di tutti quei piccoli oggetti lasciati in giro: il telecomando, le chiavi, gli occhiali, la tazza della colazione, il caricabatterie…
Ed è così che, quasi senza accorgercene, il disordine inizia ad accumularsi, perché troppe cose non hanno un posto preciso.
Ed è proprio qui che nasce l’abitudine più semplice, e più potente, per avere una casa sempre in ordine: ogni cosa ha il suo posto.
E quando quel posto è facile da raggiungere, rimetterla via diventa semplice e naturale.
Esempio 2
Le chiavi di casa
È facile buttarle lì sul tavolo quando entri in casa (che quando è il momento di apparecchiare le devi spostare: tempo sprecato inutilmente!) o dove ti capita.
Io invece le tengo dentro un mobile vicino all’ingresso: devo solo aprire l’anta e metterle dentro nel suo angolino dedicato.
Un gesto di 2 secondi (apro e chiudo un’anta), ma l’ingresso rimane sempre ordinato.
Esempio 3
Il detersivo della lavatrice
È facile lasciare il flacone sul piano della lavatrice: è comodo, lo usi subito.
Ma non è proprio il massimo da vedere.
Io, da quando uso il detersivo in polvere, lo tengo dentro delle scatole carine posizionate su un pensile a giorno sopra la lavatrice.
Per metterlo via devo solo alzare il braccio e appoggiarlo sul ripiano.
E la lavanderia rimane sempre ordinata, senza quelle confezioni commerciali super colorate, che poverine, la sua funzione è quella di attirare l’attenzione sullo scaffale del supermercato… ma in casa, diciamolo, non sono proprio il massimo.
Perché anche l’occhio vuole la sua parte: l’ordine non è dato solo da dove metti le cose, ma anche dall’estetica degli oggetti che tieni in vista.
(anche di questo ci ho fatto un video)
Esempio 4
I prodotti per il corpo
È facile lasciare tutti i prodotti sui ripiani, sparsi ovunque nel bagno, perché così sono comodi.
Ma sono belli da vedere?
E poi, sono davvero tutti necessari?
(vedi video che ti ho messo all’inizio)
Spesso dietro a quel caos si nasconde un altro grande tema:
il superfluo.
Quando hai pochi oggetti, quelli che usi davvero, succedono due cose:
- Sono più visibili
- Sono più facili da usare
- Ed è molto più facile rimetterli al loro posto
(oltre al fatto che eviti di dimenticarti prodotti in giro fino alla scadenza).
E quindi arriviamo al punto.
Per rendere facile la buona abitudine di rimettere le cose al loro posto serve:
- Fare decluttering
- Assegnare un posto preciso ad ogni cosa
Solo così potremo davvero instaurare l’abitudine di mettere via ogni cosa subito dopo averla utilizzata.
Una volta che avremo iniziato la fase dell’azione succede una cosa magica:
“Ogni volta che ripetiamo un’azione, attiviamo un particolare circuito neurale associato a quell’abitudine.
Questo significa che il semplice eseguire le ripetizioni è uno dei passaggi più importanti che possiamo fare per codificare la nuova abitudine. […]
Per costruire un’abitudine occorre esercitarla.”
Ed è proprio così che, un gesto dopo l’altro, si costruisce una nuova abitudine.
E così avrai, come me, una casa sempre in ordine.
Se già non lo hai fatto, ti consiglio davvero di leggere “Atomic Habits” (link affiliato).
I suoi insegnamenti si possono applicare a qualsiasi ambito della vita, non solo per mantenere una casa ordinata.
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a mettere e mantenere la tua casa in ordine a lungo nel tempo,
on il minimo impegno e senza stress.




