Il comodino è uno di quegli elementi della camera da letto a cui spesso non diamo la giusta importanza. Eppure è una piccola zona che utilizziamo ogni giorno, la sera prima di andare a dormire e la mattina appena ci svegliamo.
Scegliere il comodino giusto, capire quanto deve essere contenitivo, decidere cosa tenere a vista e cosa invece nascondere, scegliere la lampada, gli oggetti funzionali e quelli decorativi… sono tutti piccoli dettagli che possono fare una grande differenza nell’aspetto e nel modo in cui viviamo la nostra camera da letto.
Voglio quindi parlarti proprio di questo: di come scegliere il comodino più adatto alle tue esigenze, di come abbinarlo al resto della camera e, soprattutto, di come arredare e decorare questa piccola zona senza riempirla troppo e senza perdere di vista la sua funzione.
Perché anche il comodino, proprio come ogni altra zona della casa, ha bisogno di equilibrio tra estetica, funzionalità e personalità.
In questo articolo ti mostrerò come scegliere e arredare il comodino in modo funzionale e armonioso, senza rinunciare alla tua personalità.
INDICE DEI CONTENUTI:
Il comodino: una piccola zona tutta tua
Quando il comodino diventa un deposito di cose
Immagina di andare a dormire e trovare esattamente ciò che ti serve
Quale comodino scegliere? 3 tipologie da valutare
Il comodino deve essere abbinato al letto e all’armadio?
Cosa mettere intorno al comodino
Il tuo comodino parla di te
Hai ancora dubbi sulla tua camera da letto?
Il comodino: una piccola zona tutta tua
Il comodino è una piccolissima zona all’interno della casa, ma ha una funzione precisa e ben definita.
È il service del letto, matrimoniale o singolo che sia, è il “punto di appoggio” prima di coricarci e quello che ritroviamo appena svegli. Ognuno di noi ha le proprie abitudini e le proprie esigenze di spazio, per questo la tipologia di comodino non è uguale in tutte le camere da letto.
Ma c’è una cosa che mi piace ancora di più del suo aspetto funzionale.
In una casa, soprattutto se non vivi da sola, condividi tante stanze, tanti spazi, tanti mobili. Condividi il soggiorno, la cucina, il bagno, il tavolo da pranzo e, in qualche modo, anche il modo di vivere questi spazi.
Il comodino invece è una piccolissima zona che possiamo sentire profondamente nostra.
È il posto dove tieni la sveglia, la crema per le mani che metti prima di dormire, gli occhiali da vista, il libro che stai leggendo, magari il telecomando della tv.
Sono tutte piccole cose, apparentemente insignificanti, che però raccontano molto di te e delle tue abitudini
Quando ho letto una frase di Andrea Castrignano nel suo libro (link affiliato), mi sono fermata proprio a rifletterci:
“Come la casa, anche il comodino è un’estensione di me stesso,
un luogo dove tutto ciò che conta resta a portata di mano e di cuore.”
Mi ha colpito tantissimo.
Anche perché, mentre leggevo questa frase, ero proprio a letto. Mi sono voltata e ho guardato il mio comodino.
E ho pensato: “È proprio così!”
In quel momento sopra c’erano il libro che stavo leggendo, quello che avevo scelto come prossimo, la custodia degli occhiali, il cellulare e il telecomando, perché dopo la lettura mi aspettava Netflix.
E poi c’era un piccolo oggetto che non aveva nessuna funzione particolare: un pupazzino che mi ha regalato mio figlio.
Uno di quegli oggetti che in casa mia si trovano qua e là e che, ogni volta che li guardo, mi fanno sorridere.
Ecco, forse è proprio questo che rende speciale il comodino.
Non è semplicemente un mobile accanto al letto. È una piccola porzione della casa nella quale possiamo raccogliere ciò che ci serve, ciò che ci piace e anche qualcosa che ci fa stare bene.
Il comodino è un po’ come se fosse il tuo piccolo spazio privato
Forse proprio perché è piccolo e circoscritto, sul comodino finiscono le cose più personali: quelle che usi davvero, quelle che ti servono nei tuoi gesti quotidiani e che, in qualche modo, raccontano il tuo modo di vivere la casa.
Non è come l’armadio, dove convivono tantissime cose diverse, spesso anche molto lontane dalle tue abitudini quotidiane.
Il comodino invece contiene una piccola selezione di ciò che ti accompagna nei momenti più intimi della giornata: quello che fai prima di andare a dormire, quello che vuoi avere accanto appena ti svegli, le piccole abitudini che fanno parte della tua quotidianità.
Ed è proprio per questo che, secondo me, è uno degli spazi della casa che può rappresentarti di più.
Quando il comodino diventa un deposito di cose
Proprio perché è piccolo e apparentemente poco importante, il comodino è uno di quegli elementi che tendiamo a sottovalutare.
Pensa a cosa succede quando non gli prestiamo attenzione.
Una crema lasciata lì e che non usiamo da mesi, 5 legacapelli, gli occhiali, una ricevuta, fazzoletti (nuovi e usati), una pila di libri mai iniziati a leggere, una candela che è lì solo a prendere polvere…
Piano piano il comodino diventa un piccolo deposito di cose.
E il problema non è soltanto estetico.
Quando una zona della casa non ha una funzione chiara, finisce facilmente per accogliere tutto ciò che non sappiamo dove mettere.
Per me un buon styling della casa, nasce da un equilibrio preciso:
Prima la funzionalità, cioè spazi pensati per essere abitati, comodi e coerenti con le abitudini di chi ci vive.
Poi l’estetica, fatta di forme, colori, proporzioni e dettagli che rendono l’ambiente armonioso e piacevole da vivere.
Una cosa non deve escludere l’altra: una casa deve essere bella, ma soprattutto deve funzionare per le persone che la abitano.
Anche nel comodino.
Anzi, proprio perché è piccolo, possiamo lavorarci con grande precisione.
Immagina di andare a dormire e trovare esattamente ciò che ti serve
Il comodino dovrebbe accompagnare due momenti molto precisi della giornata: la sera, quando vai a letto, e la mattina, quando ti alzi.
Quindi chiediti: cosa mi serve davvero in questi due momenti?
Se ami leggere prima di dormire, probabilmente il libro sarà una presenza costante.
Se porti gli occhiali, avrai bisogno di un posto dove appoggiarli.
Oppure ancora…
Se la sera togli orecchini e orologio, potrebbe essere utile un piccolo vassoio.
Se utilizzi una crema per le mani o un burrocacao, puoi decidere di tenerli a portata di mano.
Il comodino, in fondo, dovrebbe fare esattamente questo: rendere più piacevole e semplice il momento della sera.
E quando tutto ciò che ti serve è al suo posto, anche una piccola zona della camera può contribuire a creare quella sensazione di ordine e serenità che cerchiamo nella nostra casa.
Quale comodino scegliere? 3 tipologie da valutare
Non esiste un comodino perfetto in assoluto.
Esiste il comodino più adatto alle tue esigenze, alle tue abitudini e allo stile della tua camera.
TIPOLOGIA 1 • Comodino contenitore

Se ti piace sfruttare ogni spazio della casa, il comodino con vano contenitore è probabilmente la soluzione più pratica.
Può avere uno o più cassetti, un vano aperto oppure uno spazio chiuso e ti permette di nascondere tutti quegli oggetti che ti servono, ma che non vuoi necessariamente lasciare a vista.
Io, ad esempio, nel mio comodino ho 2 cassetti, in quello in alto tengo la crema per le mani, il burrocacao, una matita che utilizzo a volte per sottolineare i libri e gli occhiali da vista e i calzini che uso più di frequente. In quello sotto invece, altre calze (e una scatola di carte Pokemon che non so come ci sia finita🤣)
Sono tutte cose utili (a parte le carte Pokemon!), ma non necessariamente belle da vedere.
Quindi è meglio nasconderle, no?
In questo modo il piano del comodino rimane più libero e ordinato, mentre tutto ciò che ti serve resta facilmente accessibile.
TIPOLOGIA 2 • Tavolino di design

Se vuoi dare alla camera un tocco più originale, puoi scegliere un tavolino senza vano contenitore.
È una soluzione particolarmente interessante se non hai bisogno di avere ulteriore spazio contenitivo oltre agli altri mobili contenitivi già solitamente presenti nella stanza.
Puoi giocare con forme, materiali e proporzioni e trasformare il comodino in un vero elemento caratterizzante della stanza.
Tra le soluzioni che mi piacciono ci sono anche quei piccoli comodini realizzati artigianalmente con un piano sospeso tramite corde, quasi come una piccola altalena.
Sono semplici, ma hanno una presenza scenica interessante.
TIPOLOGIA 3 • Comodino sospeso

Se hai poco spazio oppure ami uno stile più minimal, puoi valutare un comodino sospeso.
È una soluzione visivamente molto pulita e ha anche un vantaggio pratico: lascia libero il pavimento sottostante, rendendo molto più semplice la pulizia.
Un piccolo dettaglio che, nella vita quotidiana, può fare una bella differenza.
Molto graziosi sono quei comodini realizzati artigianalmente con un piano appeso al soffitto con corde che sembrano delle altalene (vedi immagine di copertina).
Il comodino deve essere abbinato al letto e all’armadio?
Questa è una delle domande che probabilmente ti stai facendo.
E la risposta, come spesso accade quando parliamo di arredamento, è: dipende.
Non conoscendo la tua camera, il tuo letto e il tuo armadio, sarebbe impossibile dirti che il comodino debba necessariamente essere coordinato.
Quello che posso dirti è che, essendo un elemento relativamente piccolo rispetto al volume complessivo della stanza, il comodino ci permette di osare un po’ di più.
Puoi scegliere la strada del coordinato, creando una camera molto armoniosa e uniforme.


Oppure puoi utilizzarlo come elemento di stacco.
Hai una camera moderna e vuoi darle un po’ più di carattere? Puoi giocare con un comodino in un colore particolare.



Hai invece una camera con mobili antichi?
Un comodino dalle linee più moderne può creare un contrasto interessante e, allo stesso tempo, contribuire a svecchiare l’ambiente.
O al contrario se hai dei comodini classici che vuoi mantenere, puoi scegliere un letto moderno.

Quello che conta è che, anche quando scegli un elemento diverso, rimanga un’armonia generale tra forme, volumi e colori.
È bene che ci sia almeno un richiamo estetico tra il comodino e qualche altro mobile o complemento già presente nella stanza: può essere un materiale, un colore, una forma, uno stile o anche semplicemente un dettaglio.
Rimanendo sull’esempio della camera con i mobili antichi, non puoi pensare di svecchiare l’ambiente semplicemente sostituendo i comodini con due elementi moderni. Se scegli dei comodini contemporanei, è importante che il loro stile venga ripreso anche da altri elementi presenti nella stanza: per esempio le lampade, una poltroncina, un quadro sopra la testata del letto o qualche altro complemento.
In questo modo il comodino rimane un elemento di stacco, ma non sembra capitato lì per caso. Entra in dialogo con il resto della stanza e contribuisce a creare un ambiente più equilibrato e personale.
Cosa mettere intorno al comodino
Una volta scelto il comodino, possiamo occuparci di tutto ciò che gli ruota intorno.
E qui entra in gioco il vero styling.
Se questo articolo ti sta piacendo, allora amerai:
PACCHETTO STYLING CON LA ROMI
Lezioni pratiche (registrate) di styling.
Tecniche, errori da evitare e soluzioni per creare composizioni di oggetti che rendono la tua casa più bella
e che ogni giorno ti accoglie con serenità.

LO VOGLIO!
STEP 1 • La luce artificiale: prima di tutto funzionale

Se, come me, ti piace leggere la sera quando sei già in pigiama e non vedi l’ora di rilassarti, la luce giusta vicino al letto è fondamentale.
Una lampada da lettura orientabile è una soluzione molto pratica perché ti permette di dirigere il fascio luminoso esattamente sul libro che stai leggendo.
Può essere un’applique a parete oppure una lampada da terra

Quello che conta è soprattutto la posizione della fonte luminosa.
Se scegli una lampada da lettura, cerca di posizionarla a un’altezza che, quando sei seduta sul letto con la schiena appoggiata alla testata (meglio se con un ben cuscinone dietro: io ho questo 65×65 di Ikea con la sua federa sempre in 65×65), porti la luce appena sopra la testa e permetta di illuminare bene il libro senza abbagliarti.
Se non hai l’attacco a parete e ti piace la tipologia applique, ci sono lampade in commercio come questa qui sotto, che non hanno l’attacco a muro, ma il filo che si collega alla presa elettrica (solitamente ce n’è sempre posizionata una dietro al comodino).

Se invece non ti interessa una luce direzionabile, ma vuoi una lampada carina, decorativa e un po’ più particolare,
puoi optare per una lampada a sospensione.

È una soluzione molto bella soprattutto se hai la possibilità di spostare l’attacco a soffitto: il filo scende dal soffitto fino a raggiungere il comodino e, alla sua estremità, trovi il corpo illuminante.
In questo modo la lampada non occupa spazio sul piano del comodino e diventa allo stesso tempo un vero elemento decorativo, soprattutto se scegli un modello dalla forma o dal materiale particolare.
Se anche in questo caso non hai l’attacco a muro, ma devi attingere alle prese elettriche esistenti, esistono in commercio soluzioni come questa qui sotto (link affiliato). Non devi fare lavori murari per spostare l’impianto elettrico e l’effetto finale rimane lo stesso, con la calata di luce dall’alto.

Se invece sei più direzionata verso la scelta della
“classica” lampada da tavolo col paralume,
ti consiglio di non sottovalutare le sue dimensioni.
Per favore, non scegliere quelle piccolissime lampadina LED filiformi che praticamente scompaiono che vedo spesso usare… quelle lasciamole alle scrivanie.

La lampada da tavolo può e deve essere anche un elemento decorativo e non solo un oggetto che fa luce.
Per scegliere la dimensione corretta della lampada, segui questa regoletta: la sua altezza dovrebbe essere proporzionata a quella del comodino e della testata del letto, così da creare un insieme equilibrato e dinamico, senza che un elemento prevalga troppo sugli altri.
Mi spiego meglio… rispetto alla testata del letto, puoi scegliere una lampada che superi leggermente la sua altezza, oppure una più bassa. Quello da evitare è una lampada che arrivi esattamente alla stessa altezza della testata, perché finirebbe per creare una linea orizzontale troppo rigida e rendere la composizione piatta.



Immagini generate con l’AI seguendo le mie indicazioni
L’obiettivo è creare un piccolo movimento tra le diverse altezze: una sorta di “su e giù” visivo che rende la composizione più dinamica e interessante.
È un principio di styling che puoi applicare in tantissime zone della casa e di cui ti ho parlato anche in questo articolo.
STEP 2 • Gli oggetti funzionali
Poi ci sono tutte quelle cose che utilizzi davvero.
Gli occhiali da vista, il libro, la sveglia, il cellulare, un piccolo vassoio per riporre l’orologio o gli orecchini prima di dormire.

La parola chiave, in questo caso, è selezione
Ma attenzione: il fatto che un oggetto sia funzionale non significa necessariamente che debba rimanere a vista.
Prendiamo la crema per le mani. Io la utilizzo praticamente tutte le sere, quindi è sicuramente un oggetto funzionale per il mio comodino. Ma non mi piace particolarmente vederla lì sopra.
Per questo la tengo nel cassetto e la tiro fuori quando mi serve.
Lo stesso vale per gli occhiali da vista. Quando li sto usando, ho bisogno di un piccolo spazio dove appoggiare la custodia, ma quando non li utilizzo preferisco riporli nel cassetto. Personalmente non li trovo particolarmente belli da vedere e quindi preferisco non lasciarli sul piano del comodino.
Quindi non esiste una regola secondo cui tutto ciò che utilizzi deve necessariamente stare a vista.
Scegli tu cosa vuoi avere davanti agli occhi e cosa invece preferisci riporre, in base alle tue abitudini, alla praticità e anche, perché no, a quello che ti piace vedere.
Il comodino deve essere comodo da vivere, ma anche piacevole da guardare.
Io, ad esempio, amo tenere sul comodino più di un libro.
Solitamente tengo quello che sto leggendo e quello che ho scelto come prossima lettura.
Non sette, non dieci.
Due, tre o massimo massimo quattro libri che so di voler leggere.
E questa piccola abitudine mi aiuta anche in un altro aspetto: mi permette di avere maggiore consapevolezza dei miei acquisti.
Quando finisco un libro e vedo che non ne ho più in coda, allora arriva il momento piacevolissimo di sceglierne uno nuovo.
Prima, però, finisco quelli che ho già.
E qui c’è una cosa che ho imparato proprio grazie a questa piccola abitudine.
Una piccola parentesi sulle cose che tendiamo ad accumulare
Quando entro in libreria, comprare un libro mi entusiasma.
Mi piace scegliere, sfogliare, immaginare quando lo leggerò.
E proprio perché mi piace così tanto, sarebbe facilissimo lasciarsi prendere dall’entusiasmo e comprarne continuamente di nuovi.
Il problema è che ogni acquisto si porta dietro anche degli “strascichi”: libri che si accumulano, pile che crescono, cose che abbiamo comprato ma che non abbiamo ancora avuto il tempo di utilizzare. E alla fine quella sensazione piacevole dell’acquisto rischia quasi di perdersi dentro all’accumulo.
Per questo ho scelto di darmi un piccolo limite: prima di comprare un altro libro, guardo quelli che ho già e mi chiedo quali devo ancora leggere.
All’inizio potrebbe sembrare una rinuncia, perché significa dire qualche volta “no, questo non lo compro ancora”.
In realtà, per me, è diventato esattamente il contrario.
Quando arriva davvero il momento di comprare un nuovo libro, perché ho quasi terminato quelli che avevo scelto, quell’entusiasmo è ancora più forte.
Non sto semplicemente comprando qualcosa che mi piace: sto scegliendo qualcosa che desidero e di cui, in quel momento, ho davvero bisogno.
Magari mi preparo in anticipo la mia shopping list, segno i libri che mi interessano e aspetto il momento giusto per comprarli.
E ti dirò: aspettare fa crescere ancora di più il desiderio, perchè quando finalmente arriva il momento di acquistarli, anche la soddisfazione è più grande.
E così il piacere dell’acquisto non diminuisce. Si amplifica.
È una piccola forma di controllo che mi permette di godermi ancora di più una cosa che amo fare
E poi c’è un altro aspetto che ho imparato a riconoscere: quando accumuliamo troppo, anche scegliere diventa più difficile.
Se mi ritrovo davanti una pila di dieci libri che voglio leggere, per esempio, quella che all’inizio sembrava una bella scorta di letture può trasformarsi quasi in una piccola montagna insormontabile.
Da dove comincio?
Quale scelgo?
E così, invece di essere felice di avere tanti libri a disposizione, rischio persino di bloccarmi e di non riuscire a scegliere nemmeno quello da iniziare.
Ecco perché per me avere meno cose, ma scelte con più consapevolezza, non significa privarsi. Significa anche riuscire a godersele di più.
Sembra una cosa banale, ma è un principio che possiamo applicare a tantissime zone della casa
Quando abbiamo troppe cose, infatti, facciamo più fatica a capire cosa abbiamo davvero, a gestirlo e soprattutto a goderne.
Succede con i libri, ma anche con i vestiti, con la dispensa della cucina e con tantissimi altri oggetti.
Se abbiamo sette confezioni diverse di pasta aperte, diventa più difficile controllare le scadenze e capire cosa dobbiamo ricomprare.
Se abbiamo una montagna di vestiti nell’armadio, diventa più difficile vedere cosa abbiamo e scegliere cosa indossare.
Avere meno cose non significa necessariamente avere una casa vuota.
Significa, molto più semplicemente, riuscire a vedere e utilizzare meglio quello che abbiamo.
E anche il comodino può diventare un piccolo esercizio di consapevolezza.
STEP 3 • Gli oggetti decorativi
E poi arriviamo alla parte che preferisco: decorare con gli oggetti.
Sul comodino puoi inserire piccoli oggetti che ti piacciono, che ti rappresentano e che ti fanno stare bene.
Se ami leggere, una piccola pila di libri può essere già una bellissima decorazione.
Le copertine e le coste hanno colori, dimensioni e spessori differenti e ti permettono di creare una composizione interessante anche senza aggiungere altro.
Puoi disporli in verticale oppure in orizzontale, giocando con le altezze.
Se invece senti che manca qualcosa che slanci la composizione, puoi aggiungere un piccolo vaso con una foglia artificiale o un ramo essiccato.

Oppure un oggetto personale.
Proprio come quel piccolo pupazzino che mi ha regalato mio figlio e che tengo sul mio comodino.
Non ha una funzione pratica.
E va benissimo così.
Perché non tutto ciò che teniamo in casa deve necessariamente essere utile.
Alcune cose possono semplicemente farci stare bene.
STEP 4 • L’”oggetto” indispensabile: lo spazio vuoto

L’ho messo tra le virgolette perché tecnicamente non è un oggetto.
Anzi, è l’esatto contrario.
È lo spazio vuoto.
Immagina un comodino completamente pieno, senza neanche un centimetro libero.
Anche se ogni oggetto è bello, la composizione farà fatica a risultare armoniosa.
Lo spazio vuoto è quello che permette agli oggetti di respirare, di essere notati.
E ha anche una funzione pratica: ti lascia un posto dove appoggiare temporaneamente il cellulare, gli occhiali, una tazza di tè o qualsiasi altra cosa arrivi sul comodino durante la sera.
Per questo non cercare di riempire tutto. Lascia un po’ di respiro.
E anche qui torna il discorso che facevamo prima: non tutto ciò che utilizziamo deve necessariamente stare sul piano del comodino.
Se hai scelto di riporre nel cassetto la crema per le mani, il burrocacao, i fazzoletti o altri piccoli oggetti che utilizzi ogni giorno, non significa che il comodino sia meno funzionale.
Anzi, può essere proprio questa selezione a permetterti di lasciare un po’ di spazio libero e di avere davanti agli occhi solo le cose che ti piace vedere.
Lo spazio vuoto, quindi, non è semplicemente spazio che manca.
È una scelta voluta.
Il tuo comodino parla di te
A questo punto forse guarderai il tuo comodino con occhi diversi.
E forse ti accorgerai che non è soltanto un mobile posizionato accanto al letto.
È una piccola zona della casa che parla delle tue abitudini, delle cose che ami, di ciò che fai prima di dormire e di quello che vuoi avere accanto a te quando la giornata finisce.
E proprio per questo merita la stessa cura che dedichi agli altri ambienti della casa.
Non serve stravolgerlo.
A volte basta eliminare ciò che non serve, scegliere meglio ciò che vuoi tenere a vista, aggiungere una bella luce e lasciare un po’ di spazio vuoto.
Ora che sai come arredare e organizzare la zona del comodino, non ti resta che guardare il tuo con occhi nuovi e capire cosa funziona, cosa no e come correggerlo.
Hai ancora dubbi sulla tua camera da letto?
Se hai difficoltà a scegliere i comodini, a capire cosa metterci sopra, quale lampada scegliere o come creare una composizione armoniosa, possiamo vedere tutto insieme durante una Styling Call.
È una videochiamata di un’ora con me, durante la quale partiamo dai tuoi dubbi e li affrontiamo uno alla volta. Ti do indicazioni pratiche e personalizzate, così puoi capire cosa scegliere e, soprattutto, come muoverti in autonomia.
E già che ci siamo, possiamo approfittarne per parlare anche di tutte quelle altre cose della casa su cui hai ancora qualche dubbio: un mobile che non sai dove mettere, un abbinamento che non ti convince, un angolo che non riesci a valorizzare…
In un’ora di chiacchierata possiamo fare ordine nelle idee e trovare insieme la direzione giusta.
Al termine della Styling Call ti invierò anche un documento di riepilogo con i consigli e le indicazioni che ci siamo date, così avrai tutto nero su bianco e potrai rileggerlo anche in un secondo momento.
A quel punto potrai procedere in autonomia con la sistemazione della tua camera da letto e, perché no, mettere mano anche agli altri angoli della casa che vuoi finalmente sistemare.
Clicca qui e prenota un’ora di chiacchierata insieme a me.
Se questo articolo ti è piaciuto, allora amerai:
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Tecniche, errori da evitare e soluzioni per creare composizioni di oggetti che rendono la tua casa più bella
e che ogni giorno ti accoglie con serenità.







Davvero molto interessante! I tuoi consigli mi stanno aiutando molto nella scelta dell’ arredamento e dei dettagli di casa mia!
Buon lavoro e grazie ☺️
Ciao Chiara, wow che bello, mi fa piacere esserti di aiuto! Mi da una grande soddisfazione poter entrare virtualmente nelle vostre case e renderle più belle. Grazie a te che mi leggi 😉
Ciao Romina molto interessante l’articolo, ma secondo te , mettendo comodini sospesi grigio antracite, posso mettere un cassettone alto bianco? oppure meglio utilizzare lo stesso colore?
Ciao Alice, dipende dal contesto e dai colori già presenti. È già presente il grigio antracite nella stanza? Se la risposta è no, allora è meglio creare una sorta di coordinato col cassettone. In caso contrario, lo puoi fare 😉
Una serie di consigli davvero preziosi e di fine eleganza!
Da divoratore di libri quale sono, mi piace particolarmente la soluzione con la lampada da lettura a muro 🙂
Grazie mille Luca 🙂